LA LEGGENDA DEL MAGO MERLINO E LA NASCITA DI ARTU' - 9

Torna alla gallery
LA LEGGENDA DEL MAGO MERLINO E LA NASCITA DI ARTU' - 9

- La fortezza stregata.
In quel tempo, in Britannia, il re Vortigerno era molto preoccupato perché non riusciva a costruire una grande fortezza a difesa della sua città. La sua inquietudine derivava dal fatto che egli aveva usurpato il trono e temeva sempre che il legittimo successore, il giovane Uter Pandragone, ossia Testa di drago, venisse a reclamarlo. Per questo aveva deciso di edificare una fortezza così alta e solida che nessuno potesse espugnarla. Ma l'edificio già per quattro volte era franato non appena giunto a una certa altezza.
Vortigerno consultò i suoi maghi, ed essi gli risposero che la fortezza sarebbe rimasta in piedi solo se si mischiava alla calcina, con cui veniva costruita, il sangue di un fanciullo di sette anni il cui padre fosse misteriosamente scomparso. Immediatamente dodici guerrieri partirono in tutte le direzioni alla ricerca di questo fanciullo.

- Merlino inizia le sue imprese.
Un giorno uno di loro passava per la piazza di un paese in cui giocavano vari bambini, quando uno di questi gli venne incontro e disse:
“Quel ragazzino che cerchi sono io, andiamo dal re Vortigerno.”
L'inviato del re rimase di stucco, e il fanciullo, che era Merlino, ne approfittò per andare a salutare sua madre e tornò da lui.
“Eccomi pronto,” annunciò. E aggiunse: “Tu vai cercando un bambino di sette anni il cui padre sia scomparso misteriosamente, per mischiare il suo sangue alla calcina di una fortezza che frana ogni volta che cercate di costruirla. Non è forse vero? Ebbene portami dal re e saprò dire cose ancor più interessanti.”
Andarono dunque dal re e, giunto davanti a lui, Merlino disse:
“Re Vortigerno, i tuoi indovini ti hanno ingannato. La tua fortezza frana perché sotto di essa ci sono due draghi addormentati e, quando il peso si fa sentire, essi si scuotono e fanno rovinare tutto.”

- I due draghi.
Il re, stupito che un bambino di sette anni sapesse tante cose, fece scavare sotto la fortezza, e apparvero appunto i due draghi, uno bianco e uno rosso, i quali, appena si svegliarono, cominciarono a lottare fra loro finché il bianco uccise il rosso, Dopo di che anch'esso si abbatté senza vita.
“Che significa questo?” domandò il re.
“Significa,” rispose Merlino, “che il drago rosso sei tu e il drago bianco Uter Pandragone a cui hai rubato il trono. Ma Uter sarà presto qui e ti sconfiggerà.”
E ciò accadde, infatti, puntualmente, non più tardi di tre anni dopo.
Merlino fu molto amico di Uter una volta che egli ebbe ripreso il trono dei suoi padri, e lo aiutò nelle sue guerre contro i Sassoni, pagani malvagi i quali non credevano né alla Trinità né a Gesù Cristo che ha sofferto per noi. Così il re Uter Pandragone divenne molto potente.

- Il duca di Tintagel.
Un giorno questo re tenne corte, adunando presso di sé tutti i suoi duchi e baroni; e, tra gli altri, venne il duca di Tintagel con sua moglie Igerna. Uter s'innamorò subito della bella duchessa, e il duca, che se n'era accorto, pensò bene di abbandonare con lei la corte e di tornare nelle sue terre.
“Questa è un'offesa che il duca ha fatto al suo signore,” esclamò allora Uter. “Io ammiro molto la duchessa di Tintagel, ma non le ho mai mancato di rispetto.”
Pieno di sdegno, chiamò i suoi guerrieri e andò a portare guerra nel territorio di Tintagel, assediando il duca nel suo castello, finché questi, cercando di spezzare l'assedio, uscì alla testa dei suoi armati, ma fu accerchiato e cadde ucciso, sebbene Uter cercasse di salvarlo perché la sua colpa non meritava la morte.

- Merlino accomoda le cose.
Il mago Merlino, che ormai non era più un fanciulletto e aveva preso l'aspetto di un bel giovane, si recò da Igerna e le disse:
“Purtroppo quello che è avvenuto è avvenuto. Adesso tu sei vedova e devi pensare al tuo avvenire; il re Uter si è innamorato di te, ed io ti consiglio di divenire sua sposa. È bene però che il vostro matrimonio rimanga segreto per ora, affinché non sembri che il re abbia fatto uccidere tuo marito per farti sua moglie.”
Uter e Igernia si sposarono segretamente ed ebbero un figlio che fu affidato al buon cavaliere Antor, perché lo educasse insieme al proprio facendo credere a tutti che fosse suo figlio. E il bambino venne battezzato col col nome di Artù.
Più tardi Uter dichiarò che Igernia era sua moglie e quindi legittima regina, e regnò con lei ancora per sedici anni. Ma Artù rimase presso Antor, il suo padre adottivo.

Fonte testo e immagini: Il mio amico vol. 1, Enciclopedia per ragazzi, Garzanti, 1968

<<inizio  <precedente