LA STORIA DEL GRAAL - 4

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LA STORIA DEL GRAAL - 4

- Missione di Giuseppe
Là giunto, venne a lui la vecchia moglie di Giuseppe d'Arimatea e gli raccontò di suo marito che era stato imprigionato dagli ebrei. Vespasiano lo fece subito liberare, e Giuseppe uscì dalla prigione più bello e più giovane di quando vi era entrato. Raccontò a Vespasiano chi era il santo profeta la cui immagine lo aveva salvato, e Vespasiano fu conve
rtito alla nostra santa fede.
Una notte, Giuseppe fu avvertito da una voce di partire con sua moglie, i suoi figli e tutti i suoi parenti senza portare con sé niente altro che il vaso prezioso, e di andare in terre lontane dove avrebbe convertito nuove genti. Egli obbedì. Il vaso fu posto in una bellissima arca e affidato a quattro portatori che precedevano la comitiva; lo seguivano Giuseppe e tutti i suoi che si erano votati alla predicazione della fede.

- Il miracolo dell'arca.
Andarono per terre straniere e dappertutto annunciarono il messaggio di Gesù Cristo Nostro Signore. Finalmente giunsero al mare. Ma i portatori dell'arca si accorsero che potevano camminare sulle acque, e il figlio maggiore di Giuseppe, il vescovo Giosofeo, stese sulle acque la sua tunica che non affondò, invitando gli altri a salirvi. Tutti vi salirono e ne furono sostenuti mentre essa diventava sempre più grande per poterli accogliere. Poi la tunica cominciò a navigare seguendo coloro che portavano l'arca, e così andarono per giorni e mesi finché non giunsero nella Britannia azzurra, in un porto non lontano dalla città di Oxford. Durante tutto il viaggio, il vaso prezioso li sostenne così che non ebbero bisogno di cibo né di bevanda: per questo decisero di chiamarlo il Graal a causa della grazia che diffondeva e perché nessuno vedrà il Graal, ne sono sicuro, senza che gli sia gradito.

Fonte testo e immagini: Il mio amico vol. 1, Enciclopedia per ragazzi, Garzanti, 1968