Bambini ladri

Bambini ladri
Bambini ladri
2011

Incipit

La Bosnia dietro casa
I piccoli inferni, certe volte, hanno un indirizzo e un numero civico: a Roma, per esempio, è stato a lungo in via Casilina 700. Con tanto di succursale, più piccola, al civico 900, da poco sgombrato. A Firenze era soltanto un campaccio, come si dice, un pezzo di terra, classificato come “da esondazione”, cioè che potenzialmente poteva venir allagato dall’Arno in caso di piena. A Napoli c’era, e c’è ancora, il cavalcavia di Scampia: sotto i piloni, era fatto di casette di legno assurdamente colorate – che al buon bisogno andavano a fuoco secondo i malumori della camorra – cui si arrivava calpestando un tappeto nero e grigio di rifiuti e di spade, le siringhe buttate dai tossici. Ma i rom erano ancora oltre, all’esterno di tutto, anche dei drogati: essere uno zingaro è peggio di qualsiasi altra cosa. I giovani (i maschi soprattutto, più liberi e spavaldi) hanno capito presto che si poteva varcare il confine con il mondo esterno – quello dei coetanei locali, i manovali dello spaccio, che giravano cupi in motorino – passando attraverso la droga: dai gagè1 hanno imparato a bucarsi e a spacciare. [...] prime 33 pagine del libro

ISBN 978-88-541-2380-9

intervista all'autore (Silvana Mazzocchi - Repubblica.it) - sinossi (Sweets Dreems - Evidenzialibri.it)

Primi capitoli del libro di

Luca Cefisi, Bambini ladri. Tutta la verità sulla vita dei piccoli rom, tra degrado e indifferenza, Newton Compton, 3 febbraio 2011

dal 26/01/2011