Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano

Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano
Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano
2017

Incipit

Introduzione
Dodici storie di donne che lavorano in Italia soprattutto come badanti. Dodici biografie, quasi autobiografie, che diventano narrazioni collettive, che disegnano i cambiamenti in tutto il mondo. Donne di quattro Continenti: europee, asiatiche, africane e americane. Donne protagoniste, donne che non concepiscono i nuovi, terrificanti muri, né in Europa né in America. Donne con un solo obiettivo: poter lavorare e poter guadagnare per mandare soldi alle proprie famiglie in Ucraina o in Romania, in Transilvania e in Moldavia, nelle Filippine o in Senegal, o in Brasile. Tra queste c’è anche la storia di una badante sarda, una ragazza laureata in Lingue e letterature straniere: con tutte le sue forze desiderava lavorare in un’agenzia di viaggi, ma a casa sua, in Sardegna. Le ha girate tutte le agenzie di viaggio, da Cagliari ad Alghero, da Sassari a Olbia. Non ce l’ha fatta. Prima badante a Sassari e Santa Teresa di Gallura. Poi ha varcato Tirreno e Alpi. Dice Gonaria: “In Sardegna lavoro non ce n’è, se lo trovi ti sfruttano, temo che non ce ne sarà per molti anni ancora, per fortuna ho trovato un buon impiego a Londra”. Leggi le prime 22 pagine pdf del libro

Primi capitoli del libro di

Giacomo Mameli, Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano, Cuec Editrice, luglio 2017

dal 02/07/2017