David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati

David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati
David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati
2016

Incipit

«Said you took a big trip»
Come sempre, la notizia arriva quando non te l’aspetti. Un lunedì mattina che è già un giorno difficile di suo. Ho scritto notizia. Come è noto, è stata data prima dalla pagina Facebook dell’artista. Poi, qualche minuto dopo, probabilmente anche a causa della difficoltà dei media di appurarne la veridicità, il figlio Duncan l’ha confermata, sempre sui social. La moglie di Bowie, Iman, alcune ore dopo ha postato su Instagram un tenero pensiero. Poi, cos’altro? Dov’è morto? Nell’appartamento di Lafayette Street di New York, almeno a giudicare dai fiori lasciati sotto il portone. Ma, ovviamente, nessuna conferma. I funerali? Niente di certo. Inizialmente doveva partecipare qualche collega rockstar, McCartney e Jagger, poi si è saputo che è stato cremato in segreto, senza familiari e amici. Leggi le prime 32 pagine pdf del libro

Primi capitoli del libro di

Francesco Donadio, David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati, Arcana Edizioni, febbraio 2016.

dal 04/03/2016

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Sinossi libro: David Bowie.

Sinossi libro: David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati
NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA A GENNAIO 2016

La notte del 10 gennaio 2016 la stella del rock registrata all’anagrafe come David Jones e nota al mondo come David Bowie ha concluso la sua orbita terrena e la sua luce ha repentinamente smesso di brillare, con uno di quei coup de théâtre di cui è sempre stato maestro indiscusso. Nulla era trapelato della sua battaglia – ormai evidentemente perduta – con il cancro, che lo aveva assalito nell’estate del 2014. BLACKSTAR, suo 28° album di studio uscito due giorni prima della scomparsa, ha immediatamente assunto una luce diversa, si è rivelato per quello che in definitiva è: un testamento, l’ultimo atto di un uomo (prima ancora che un artista) che sta lottando disperatamente con la malattia ma sa di aver già perso la battaglia. Bowie è stato – è, e resterà – uno dei grandi padri di quella che taluni chiamano musica rock, e altri preferiscono definire più ecumenicamente pop. In cinquant’anni di carriera ha attraversato (quasi) tutti i generi e alcuni ha contribuito a crearli. Musica potente, contrassegnata da testi talora misteriosi e di ardua decifrabilità. Del resto, lui è sempre stato un maestro nel mandarti fuori strada, disseminando nei suoi testi molteplici riferimenti e facendo ampio uso della tecnica del «cut-up» di ispirazione burroughsiana. Esiste però una continuità di fondo nell’opera di Bowie e, come egli stesso ha ammesso, «in fondo alla fine ricorrono sempre gli stessi temi, che poi sono i miei interessi». Non può che essere questo, pertanto, il punto di partenza per «decodificare» le liriche di un artista che ha saputo dare una brillante forma artistica ed estetica alle proprie ansie e ai propri travagli esistenziali. Questi, a sua volta, erano i medesimi conflitti vissuti dai suoi fan; e Bowie, in tutti questi anni, non ha mai smesso – e non smetterà mai, nemmeno dopo la morte – di offrir loro quel conforto riassumibile nel metaforico abbraccio con cui concludeva i concerti negli anni Settanta: «You’re not alone!».

FRANCESCO DONADIO
Ricercatore e scrittore, appassionato di pop angloamericano, è autore dei saggi Teddy-boys rockettari e cyberpunk (con Marcello Giannotti) e Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia (Arcana, 2011). Scrive di musica per «Classic Rock Italia» ed è caporedattore della testata «Extra! Music Magazine» (www.xtm.it).