A - L’alfabetista

A - L’alfabetista
A - L’alfabetista
2010

Incipit

Io
Zoccola! Stronza! Puttana bugiarda! Sì, vattene pure in giro con il naso per aria, con quei capelli trasandati, né corti, né lunghi, d’un castano scuro sporco come… merda di vacca pestata. E quel cappello verde muffa: hai freddo eh, mezza schiappa, ma se è solo ottobre, perdio!
Una come te non merita di vivere.
Ma sei così bella. Noi staremo insieme.
Quando esco dal cinema, sui tetti è calato il buio. Ho lasciato un mondo con alberi dorati e un cielo azzurro splendente e faccio ritorno
a uno totalmente diverso. Tubi al neon che fanno le smorfie. Nei fasci di luce dei lampioni le persone appaiono e scompaiono.
Mentre aspetto l’autobus, passeggio lungo la riva del fiume guardando in basso l’acqua nera. Sembra tutto morto, ma di tanto in
tanto riemerge una piccola onda luccicante che lambisce l’aria e trascina con sé altre piccole onde. [...] prime 40 pagine del libro

ISBN 978-88-541-2135-5

Titolo originale: Ge mig dina ögon

booktrailer (You Tube)

Primi capitoli del libro di

Torsten Pettersson, A - L’alfabetista, traduzione di Mattias Cocco, Raimondo Cocco, Martina Cocco, Kerstin Östgren, Newton Compton, 8 ottobre 2010

dal 06/10/2010

Commenti

Grazie!! questo libro mi è

Grazie!! questo libro mi è stato inviato come premio dalla redazione, mi è piaciuto molto, un bel thriller con un finale tutto da scoprire. Ringrazio anche l'editore Newton Compton
(DA PAGINA 246)
E' un giorno di maggio, mi aggiro nuovamente sulla strada pedonale sotto la ripida salita della Fortezza. Persone dagli sguardi vaghi, volti impenetrabili. Vanno e vengono. Negozi di abbigliamento in successione come se non ci fosse nulla di più importante di questo: ripararsi, avere una maschera, non rivelare la nostra reale essenza. Ci si può infilare in un posto e ottenere un nuovo aspetto.
Cos'è una persona dentro il suo guscio? Pensieri, emozioni, ricordi di una vita. Che fluttuano e si contorcono e si divorano gli uni con gli altri in una corrente formicolante dove non riesco mai a scorgere me stesso. Cosa sono io allora? Una pietra sul fondo del fiume, che quella corrente non smuove. O piuttosto una cavità, un buco che il mondo non riesce a colmare.
Quelli che mi vedono pensano che io sia normale e invece io sono straordinario. E lo grido forte. Dal buco lo urlo senza sosta: "Sapete chi sono io?! Quello che l'ha fatto di nuovo senza essere beccato!".

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