L'aurora delle Streghe - Underdust

L'aurora delle Streghe - Underdust
L'aurora delle Streghe - Underdust
2010

Incipit

Prologo
Il buio

Davanti a me c’è solo buio. Freddo e silenzioso.
Sento un rumore in lontananza. Un gemito, forse. Qualcuno sta piangendo?
Ho paura.
Sono una sciocca. Mi sono fatta suggestionare. È solo la mia immaginazione. Nient’altro che questo.
Oppure è un dannato incubo, da cui non riesco più a svegliarmi.
Oltre la morte, c’è solo la polvere.
Scendo due scalini. Con le dita sfioro il muro. Seguo una crepa. È piena di polvere.
Cerco l’interruttore ma non lo trovo. Mi muovo lentamente, non devo far rumore. Respiro appena, perché nessuno mi deve scoprire.
C’è un odore di stantio e di muffa. Ho la nausea e mi gira la testa. Mi tocco la fronte con il palmo della mano. Scotta. Ho la febbre. [...] prime 40 pagine del libro

sito dell'autore (Francesco Falconi) - recensione (Fantasy Magazine) -  recensione (Monica Cruciani - BooksBlog) - recensione (Francesco Roghi - Evidenzialibri.it)

Immagine di copertina: Alberto Dal Lago

Primi capitoli del libro di

Francesco Falconi, L'aurora delle Streghe - Underdust, Reverdito Editore, 21 luglio 2010

(mercoledì 21 luglio aggiunto il terzo capitolo)

dal 05/07/2010

Commenti

Il libro scivola in maniera

Il libro scivola in maniera fluida e semplice e piacevole,. Manca di un'idea centrale che catturi il lettore. Si legge in pochi minuti. molto gradevole, ma superficiale.

Il respiro affannato. Il battito di un cuore.
Questo è tutto ciò che Abril sente mentre corre nel corridoio.
Non guardare indietro.
Mentre sale le scale.
Nero. Bianco.
Mentre entra nella luce.
Cosa ho fatto?
Mentre chiude l’ingresso nei sotterranei del teatro spostando a
fatica una libreria.
Abril crolla a terra. Si copre il volto con le mani e scoppia a
piangere. Le lacrime bagnano le dita ancora arrossate per la cera
bollente.
Si tappa la bocca. Nessuno la deve sentire.

Queste righe sono un esempio del registro stilistico e della facilità della scrittura. Ma non resta nulla nella memoria. E' evanescente, anche si dotato di humour