Prigioniera in Iran

Incipit
I collant color carne costavano 1000 toman, i foulard assortiti 2000.
«Rossi a fiori bianchi, neri a strisce turchesi!», gridava una venditrice ambulante grassoccia facendosi largo nel vagone affollato.
Come le mie compagne di viaggio sulla metropolitana di Teheran, allungai il collo per dare un’occhiata a quelle merci da uno e due dollari, ma tutto ciò che riuscii a vedere dall’angolo in cui ero stipata furono le nuche coperte dal hejab obbligatorio.
Il treno si fermò con uno stridore di freni. Alcune donne scesero, altre si fiondarono sui posti liberi del vagone, uno dei due riservati alle donne che preferiscono viaggiare separatamente dagli uomini. Io rimasi dov’ero, stanca ma contenta che col viaggio appena compiuto alla città santa di Qom avessi quasi concluso le interviste per il libro che
stavo scrivendo.
Quando mi ero trasferita dall’America in Iran quasi sei anni prima, nel febbraio 2003, non avevo in mente di scrivere un libro. Volevo, invece, conoscere il paese natale di mio padre, la sua fiorente cultura e la sua storia, imparare la lingua farsi e realizzare il mio sogno di diventare corrispondente estera. Tutto stava più o meno andando come previsto, quando, nel 2006, le autorità iraniane mi avevano inaspettatamente revocato l’accredito stampa. [...] primi 2 capitoli del libro
ISBN 978-88-541-2138-6
Titolo originale: Between Two Worlds
Primi capitoli del libro di
Roxana Saberi, Prigioniera in Iran, traduzione di Lucilla Rodinò, Newton Compton, 14 ottobre 2010

Commenti
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Mi sembra molto interessante! Lo voglio.