La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon

La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon
La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon
2015

Incipit

«Come si chiama il tuo amico?» chiese il poliziotto.
La vecchia di fronte a lui sedeva in una posa rigida e composta. Stava quasi in bilico sull’estremità della sedia, testa inclinata a destra, mento alto, schiena ritta, spalle aperte e ginocchia serrate, mani intrecciate in grembo, caviglie incrociate un po’ di lato. La si sarebbe scambiata per una signorina d’altri tempi, se non fosse stato per quel cranio quasi calvo e per la bazza da cui spuntavano alcuni spessi, ispidi peli bianchi.
«Si chiamava», puntualizzò lei con un sorriso paziente e sdentato. «Poiché, come ho testé riferito, il mio amico è morto, l’uso dell’indicativo imperfetto è imposto dalle circostanze… infauste.»
L’ufficio denunce era stipato di agenti venuti a dare un’occhiata a quella strana creatura. C’era Sebastiano Piga, appoggiato al calorifero; c’erano Vito Speranza, Filippo Pizzi, Mirko Spatuzza e Santo Casagrande, che avevano già concluso il turno; c’era Greta Asperti, l’unica donna del Commissariato Garibaldi Venezia; c’era Alex Lotoro, interessato soprattutto al fondoschiena della collega; c’era pure Atif, l’inserviente pachistano, con il secchio e... Leggi le prime 21 pagine del libro

Primi capitoli del libro di

Alessandra Selmi, La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon, Baldini & Castoldi, marzo 2015

dal 22/03/2015