CENT'ANNI DI SOLITUDINE
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Aureliano non lasciò la stanza di Melquiades per molto tempo. Imparò a memoria le leggende fantastiche del libro squinternato, la sintesi degli studi di Ermanno lo storpio, gli appunti sulla scienza demonologica, le chiavi della pietra filosofale, le centurie di Nostradamus e le sue ricerche sulla peste, di modo che arrivò all'adolescenza senza sapere nulla del suo tempo, ma con le conoscenze di base dell'uomo medievale. A qualunque ora entrasse nella stanza, santa Sofia de la Piedad lo trovava assorto nella lettura. All'alba gli portava una tazza di caffè senza zucchero, e a mezzogiorno un piatto di riso con delle fette di capelli, di togliergli le lendini, di adattargli i vestiti vecchi che trovava in bauli dimenticati, e quando cominciarono a spuntargli i baffi gli portò il rasoio.....




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