Discorso sulla servitù volontaria
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Diciamo dunque che per l'uomo diventano naturali tutte le cose di cui si nutre e a cui si abitua; ma che gli è innato soltanto ciò a cui lo chiama la sua natura semplice e non alterata: la prima ragione della servitù volontaria è dunque l'abitudine. Proprio come accade ai migliori cavalli di battaglia, che all'inizio mordono il freno e poi ci prendono gusto, che prima recalcitrano sotto la stalla, poi invece si addobbano di finimenti e, tutti fieri, si pavoneggiano nella loro bardatura. Così gli uomini dicono di essere sempre stati sottomessi, perché così hanno vissuto i loro padri; pensano di essere tenuti a sopportare il male, se ne convincono a forza di esempi, e gettano loro stessi, con il passare del tempo, le fondamenta del potere di chi li tiranneggia,




Grazie
Ciao Elena, sei nella finale settimanale del mese di febbraio.
Étienne de La Boétie, Sarlat, 1 novembre 1530