Favola di Belfagor arcidiavolo
 

Favola di Belfagor arcidiavolo

Autore: 

Niccolò Machiavelli

Editore: 

Sansoni

Anno: 

1997

Numero Pagina: 

7

Et essendo, per la legge che gli era stata data nello uscire d'inferno, sottoposto a tucte le passioni humane, subito cominciò a piglare piacere degli honori et delle pompe del mondo et havere caro di essere laudato intra gli huomini, il che gli
arrecava spesa non piccola. Oltr'a di questo non fu dimorato molto con la sua mona Onesta, che se ne innamorò fuori di misura, né poteva vivere qualunque volta la vedeva stare trista et havere alcuno dispiacere. Haveva mona Onesta portato in casa di Roderigo, insieme con la nobilità et con la belleza, tanta superbia che non ne ebbe mai tanta Lucifero; et Roderigo, che aveva provata l'una et l'altra, giudicava quella della moglie superiore; ma diventò di lunga maggiore, come
prima quella si accorse dello amore che il marito le portava; et parendole poterlo da ogni parte signoreggiare, sanza alcuna piatà o rispetto lo comandava, né dubitava, quando da lui alcuna cosa gli era negata, con parole villane et iniuriose morderlo: il che era a Roderigo cagione di inestimabile noia.