Splendore
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Mi guardavo allo specchio e accettavo la condanna, guardavo il mio cadavere da vivo, il lungo fiume delle cose che mi aspettavano e che mai avrei raggiunto. Non avrei mai avuto una famiglia, una casa mia, non avrei mai gettato il mio progetto nel mondo. In pochi mesi ero cresciuto violentemente. La testa mozza del mio destino rotolava alle mie spalle, nel deserto di visi e di luoghi. Sollevavo una lancia spezzata, lanciandola lontano in quella eternità dove tutte le cose si ripetono, ognuna con il proprio valore, il proprio labirinto di dolore. I giorni mi passavano accanto e io ero come una statua greca, un giovane Apollo che s'innalza sopra le sofferenze dei mortali, abbracciavo la fredda materia che sigillava la mia ipotesi di vita.




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Anno di pubblicazione 2013