Élisabeth Gille

 

Mirador. Irène Némirovsky, mia madre

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Ho sempre trovato violento l’odore dei tigli, che invece è delicato nei libri e dà alla testa nella dolcezza delle sere di tarda estate. Un odore inebriante fino alla nausea, quello delle piazze di paese in cui i giovani girano in tondo la sera sotto gli occhi assopiti dei vecchi seduti sulle loro panchine, con le mani intrecciate attorno al bastone. Un odore quieto di provincia inebetita dal...