Copertine

Il segnale che la crisi era passata (e la normalità ripristinata) era la riapertura del suo ufficio. Quel pomeriggio quando Buonvino abbassò la maniglia e tirò a se l' anta della porta, si ritrovò immediatamente di fronte Ginevra Robotti e Veronica Viganò che in piedi, lo aspettavano. Chissà da quanto tempo se ne stavano lì. Erano agitate, proprio ciò di cui il cervello di Buonvino, appena tornato tra i contemporanei, non aveva bisogno.
" Commissario, ci scusi, ma volevamo parlarle subito. Abbiamo atteso che stesse meglio, ma adesso deve darci un consiglio, dicendoci se abbiamo sbagliato e se l' errore è grave o no".
Gli raccontarono della visita a casa della madre di Daniela, del trucco fallito delle assistenti sociali, della sua stramba accoglienza, di quello che aveva detto loro..

"Una volta li ammazzavano con lo scannino" disse il vecchio. Diede una tirata al sigaro ghignò e bevve un sorso dal bicchiere di vino che aveva davanti.
"State mo' buono, Bocina. Adesso non è più come ai vostri tempi, le cose sono cambiate". Il norcino non aveva interrotto le sue operazioni per rispondere. Davanti a lui, un ampio tagliere, c'erano i pezzi di maiale che stava lavorando.
Avevano già tagliato e preparato i due prosciutti e le spalle che, salate e pepate, erano state messe a riposare in un altra stanza, al freddo. Nel camino ruggiva il fuoco sul quale era stato posto un ampio paiolo. Oltre al norcino c'erano i due aiutanti e il padrone di casa con il figlio. Due donne stavano lavorando nella cucina attigua.

Ancor più deciso a raggiumgere il tetto, Wilder attese uno degli ascensori intermedi, che lo avrebbe portato fino al trentacinquesimo piano. Quando ne arrivò uno si ricavò un suo spazio nella cabina affollata, circondato da passeggeri che squadravano suo figlio di sei anni con aperta ostilità. Al ventitreesimo pieno l'ascensore si fermò e non ci fu verso di farlo proseguire oltre, Con un'azione da mischia rugbistica i passeggeri guadagnarono l'uscita, battendo ripetutamente le cartelle sulle porte chiuse degli ascensori, in quella che sembrava una rituale ostentazione di collera.

«Ho avuto qualche difficoltà a spalare al buio tutto il giorno.» Significava minimizzare la realtà – forse potevano pensare che la prova non fosse stata abbastanza dura -, però era sempre meglio che confessare l‟angoscia. Intervenne un uomo più vecchio degli altri, John Jones “del Negozio”, così chiamato perché sua moglie aveva messo su un piccolo emporio nell'ingresso di casa. «Tutto il giorno?»
«Già.»
John Jones si rivolse a Price. «Bastardo che non sei altro. Si fa solo per un'ora, di solito.»
I sospetti di Billy trovarono conferma: tutti sapevano cos'era successo, e sembrava che quello scherzo fosse previsto per ogni nuovo ragazzo, ma a lui Price aveva riservato un trattamento ben peggiore.

Hercule Poirot rimase in silenzio per un minuto. Se la sentiva, sul serio, di farsi coinvolgere nei guai della sorella della signorina Lemon, e nel groviglio di sentimenti, passioni, lamentele e fastidi di una pensione per studenti poliglotti? D’altra parte era una scomodità, oltre che una seccatura, avere una segretaria che faceva gli errori quando copiava a macchina le sue lettere. Si disse che, nel caso si fosse lasciato coinvolgere in quella faccenda, l’unico motivo a spingerlo a tanto sarebbe stato soltanto questo. Non volle ammettere, tra sé, che, in quegli ultimi tempi, si stava annoiando e che ad attirarlo fosse proprio l’estrema banalità di tutta quella storia. «“Il prezzemolo che affonda nel burro in una giornata calda”» mormorò tra sé.

Libridinosa di Martina si gode il meraviglioso panorama di Golfo Aranci.

"Nella profondità dell'inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c'è un'estate invincibile"
(Albert Camus)

 

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"Quello che sono ora è la conseguenza delle azioni passate. Quello che sarò in futuro è la conseguenza delle azioni passate. Quello che sarò in futuro è la consapevolezza delle azioni presenti. Tutto è centrato sull'essere qui e ora. Dall'istante nasce ogni evento." Sorseggia il tè. "Giusto", approvò. " Non puoi rivivere il passato , come non puoi vivere nel futuro. Oggi viviamo, domani forse. Il tempo che ci è donato è in questo istante." "Ma sperare non penso sia negativo." "Dipende come vivi la speranza. Se è intesa come semplice fiducia o come aspettativa. L'aspettativa è collegata al futuro come il rammarico è collegato al passato,. Nell'essere presenza vi è solo pace. Non avendo aspettative, nulla ti turba; non avendo rimpianti, nulla ti rattrista...

Si sedette a osservare il canale di scolo, l'argine del fiume e lo stagno. Aveva risolto il problema degli allagamenti e forse aveva fatto in modo che la famiglia avesse da mangiare nell'immediato futuro. E allora perché non era felice? Non impiegò molto a capire il motivo. Lui non voleva fare il pescatore, e neanche il contadino. Quando aveva immaginato la vita che lo aspettava, non aveva mai pensato che la sua più grande conquista sarebbe stata una trappola per pesci. Si sentiva come una delle anguille, che nuotavano in tondo dentro il cesto senza trovare una via d'uscita. Sapeva di avere talento. Alcuni uomini erano bravi a combattere, altri riuscivano a recitare un poema per ore intere, altri ancora sapevano governare una nave orientandosi con le stelle.

"Among the victims of the partisan reprisals in April 1945 were Mus­solini himself, with his mistress, Clara Petacci. They were caught while attempting to escape to Austria with German soldiers from an antiaircraft unit. When they were stopped at a roadblock manned by partisans, the Germans were told to go on their way; the partisans had no more interest in them. But the Italians had to stay behind. Mussolini, despite wearing a German army greatcoat over his red-striped Italian general's riding trou­sers, was recognized. On April 28, he, Clara, and fifteen fascists picked at random were machine-gunned in front of a country villa on Lake Garda. The following day, they were hung, like game, upside down from a girder at an Esso gas station on a shabby square in Milan, exposed to the wrath of the mob. Soon their faces were barely recognizable.

Il cielo di questi ultimi giorni è pieno di azzurro, e la foresta sembra
in ascolto. La neve attorno a casa mi fa prigioniera, ma è soffice e
trattiene di mattina ciò che l’attraversa la notte, la ritrovo piena di
impronte, e tracce, e mulinelli, brulicante di piccole vite che pure
lasciano il segno, cambiano le cose con il solo esistere. So
riconoscere il passaggio degli abitanti del bosco, distinguo l’orma del
lupo da quella del furetto, il coniglio dal cervo, l’orso dalla lince. C’è
un tasso che si aggira la notte solitario, a piccole tappe, la neve mi
dice delle sue soste e delle unghie lunghe, il luogo deve
appartenergli, avrà costruito qui la sua tana, scavato arterie nella
terra. Il tasso tramanda la tana di generazione in generazione, ha
anche lui poco altro da offrire a chi viene.