Pinocchio
 

Pinocchio

Autore: 

Carlo Collodi

Editore: 

Felice Paggi Libraio-Editore

Anno: 

1883

Traduttore: 

- Illustrazioni di E. Mazzanti

Numero Pagina: 

69

Cap XV
Ma il burattino per sua fortuna era fatto d'un legno durissimo. motivo per cui le lame, spezzandosi, andarono in mille schegge e gli assassini rimasero col manico dei coltelli in mano, a guardarsi in faccia.
Ho capito-disse allora uno di loro-bisogna impiccarlo! impicchiamolo!-ripeté l'altro.
Detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle e lo attaccarono penzoloni al ramo di una grossa pianta detta Quercia grande.
Poi si posero là, seduti sull'erba, aspettando che il burattino facesse l'ultimo sgambetto: ma il burattino, dopo tre ore, aveva sempre gli occhi aperti, la bocca chiusa e sgambettava più che mai.
Annoiati finalmente di aspettare si voltarono a Pinocchio e gli dissero sghignazzando: Addio a domani. Quando domani torneremo qui, si spera che ci farai la garbatezza di farti trovare bell'e morto e con la bocca spalancata

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