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Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano

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Introduzione
Dodici storie di donne che lavorano in Italia soprattutto come badanti. Dodici biografie, quasi autobiografie, che diventano narrazioni collettive, che disegnano i cambiamenti in tutto il mondo. Donne di quattro Continenti: europee, asiatiche, africane e americane. Donne protagoniste, donne che non concepiscono i nuovi, terrificanti muri, né in Europa né in America. Donne con un solo obiettivo: poter lavorare e poter guadagnare per mandare soldi alle proprie famiglie in Ucraina o in Romania, in Transilvania e in Moldavia, nelle Filippine o in Senegal, o in Brasile. Tra queste c’è anche la storia di una badante sarda, una ragazza laureata in Lingue e letterature straniere: con tutte le sue forze desiderava lavorare in un’agenzia di viaggi, ma a casa sua, in Sardegna. Le ha girate tutte le agenzie di viaggio, da Cagliari ad Alghero, da Sassari a Olbia. Non ce l’ha fatta. Prima badante a Sassari e Santa Teresa di Gallura. Poi ha varcato Tirreno e Alpi. Dice Gonaria: “In Sardegna lavoro non ce n’è, se lo trovi ti sfruttano, temo che non ce ne sarà per molti anni ancora, per fortuna ho trovato un buon impiego a Londra”. Leggi le prime 22 pagine pdf del libro

Primi capitoli del libro di: 

Giacomo Mameli, Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano, Cuec Editrice, luglio 2017