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Ada

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Ada era nata una sera di fine novembre del 1920, al terzo piano di una casa di piazza Vittorio, a Torino, dove tutte le famiglie avevano ancora vivo il ricordo di una terribile guerra appena finita.
Antoinette aveva partorito sul tavolo da cucina, assistita da una levatrice e da una suocera energica e autoritaria come ben si conveniva alle signore piemontesi di quel tempo.
– Su… su… è tutto passato, non far troppo la vittima, in fin dei conti tutti siamo nati così, da quando c’è il mondo!
Ma la povera puerpera, dopo tanto male e tutto quel sangue, per la prima volta si chiese cosa stesse facendo lì, in una città straniera, lontano dalla sua mamma e dai suoi fratelli.
Faceva così freddo e c’era pure la nebbia.
Sì, il suo, forse, era stato un grande amore, di quelli da raccontare, ma in quel momento, spossata dal parto e con quella donna che doveva chiamare «mammina», avrebbe voluto tanto essere nella sua grande maison di Apt, nella sua Provenza, dove anni prima l’aveva scovata quell’intraprendente giovanotto, suo lontano cugino, che era arrivato da lei dopo un avventuroso viaggio attraverso le Alpi.
Sì, il suo Mario non era un ragazzo qualunque. Aveva affrontato, a soli sedici anni, un viaggio in bicicletta faticoso e pericoloso per venirla a conoscere e lei, quattordicenne, l’avrebbe visto per sempre come il suo eroe. [...] prime 16 pagine del libro

ISBN: 978-88-6204-130-0

Primi capitoli del libro di: 

Anna Comoglio, Ada, Edizioni Angolo Manzoni, 2012