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Figli della Stasi

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Febbraio 1975. Primo giorno.
Prenzlauer Berg. Berlino Est.

Lo squillo acuto di un telefono svegliò Oberleutnant Karin Müller di soprassalto. Allungò la mano verso un lato del letto per rispondere, ma la presa andò a vuoto. Le scoppiava il cervello dal dolore. Il telefono continuava a squillare, sollevò la testa dal cuscino. La stanza le girava tutta intorno, deglutì liquido amaro e la sagoma sotto le coperte accanto a lei afferrò la cornetta dall’altra parte del letto.
«Tilsner!» ringhiò il subalterno, Unterleutnant Werner Tilsner, con voce stentorea che le trapanò le orecchie.
Scheisse! Che ci fa qui? Mentre Tilsner parlava al telefono, lei continuava a mettere a fuoco l’ambiente circostante, senza prestare attenzione alle parole di lui. Gli oggetti nell’appartamento non erano quelli giusti. Il letto matrimoniale su cui era distesa era diverso. Di certo le lenzuola non appartenevano a lei e suo marito. Prime 17 pagine pdf del libro

Primi capitoli del libro di: 

David Young, Figli della Stasi, Baldini & Castoldi, maggio 2017