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Guarire il disordine del mondo - Prosatori italiani tra Otto e Novecento

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Guarire il disordine del mondo è un titolo che ci rimanda a Gesualdo Bufalino, autore con il quale Panetta lambisce la fine del XX secolo; e non credo si tratti di una scelta casuale: Bufalino forse non è stato l’ultimo, ma certamente uno tra gli ultimi scrittori fedeli a un’idea umanistica di letteratura, materiata di un umanesimo che non ignora, anzi cerca, la lotta con l’angelo della modernità e delle sue inquietudini. E, come tale, si presta bene a concludere cronologicamente questo viaggio critico a tappe nel quale l’esplorazione di un autore o di un’opera si risolve anche nell’affrontare – pure sul piano etico – molte questioni cruciali della cultura ottonovecentesca (ma ancora attualissime, ahinoi!): la coscienza nazionale e la coscienza del letterato (sto pensando all’ottimo studio su Serra, ma anche a quello, denso di spunti, su alcuni scrittori-patrioti del Risorgimento e la loro esperienza carceraria), il ruolo dell’insegnamento e quello dell’opposizione culturale, le nuove forme in cui l’angoscia metafisica si esprime e i limiti del “fantastico italiano” (ma anche le chances che offriva a uno scrittore del calibro di Buzzati), la difficile collocazione dello scrittore in un orizzonte culturale spesso ostile e le vie di fuga che, rispetto al “contesto”, lo scrittore può trovare (penso ai due saggi su Morselli, ma anche alla fine lettura dell’ultimo Sciascia, del suo decisivo Il cavaliere e la morte). Leggi le prime 35 pagine del libro

isbn 978-88-7000-600-1

Primi capitoli del libro di: 

Maria Panetta, Guarire il disordine del mondo - Prosatori italiani tra Otto e Novecento, Mucchi Editore, giugno 2013.