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La città dei senza nome

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Nel momento in cui il furgoncino lasciava Laurel Canyon e si inoltrava su per Wonderland Avenue, Potts chiese a Squiers:
«Quanti ne hai visti di cadaveri in vita tua?»
Squiers si mise a pensare, la faccia contratta come se i pensieri gli facessero male. E forse era proprio così, pensò Potts. Finalmente Squiers disse: «Cioè, vuoi dire a un funerale, o così in giro?»
Era questo genere di cose che faceva impazzire Potts. Gli fai una semplice domanda e lui ci pensa su per tre giorni, per poi alla fine
darti una risposta stupida. Ecco perché non sopportava di lavorare con lui.
«Cristo… Ok, tipo quelli che hai visto in giro. Non tua nonna nella sua cazzo di bara».
Al che Squiers partì per un altro giro di pensieri e di contorsioni facciali. Avrei tutto il tempo per andarmi a prendere una tazza di caffè, nel frattempo che lui pensa, si disse Potts. Aveva una gran voglia di colpirlo con qualcosa. Invece si morse il labbro e girò la testa a guardare le case che gli passavano accanto. [...] prime 34 pagine del libro

ISBN 978-88-541-2726-5

Primi capitoli del libro di: 

Daniel Deep, La città dei senza nome,  traduzione dall’inglese di Antonio Bibbò, Newton Compton, 17 febbraio 2011