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La fuga dell'amore

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Conobbi la Bolivia involontariamente. Credevo che da Santa Cruz de la Sierra sarei volato dritto a Cuzco, ma quando arrivai all’aeroporto di La Paz, ogni decollo successivo era democraticamente stabilito in base al numero dei passeggeri. Così, prima di giungere a destinazione, per alcuni giorni girai per Cochabamba, Sucre e Potosí, città magnifi che che altrimenti mai avrei conosciuto. Da solo, in quel fragile aereo che sorvolava le Ande, ricordavo le parole che mi aveva detto Eduardo Blanco Amor: « È come passare sopra i denti di una sega affilata ». Le assistenti di volo mi sorridevano e scherzavano. La vista dell’aeroporto di Cuzco, immerso tra alte montagne, non era per nulla confortante. Allo sbarco, un tenente di polizia che all’inizio si era mostrato gentile, mi domandò se avevo con me dei dollari e insistette affinché fosse lui a cambiarmeli. Io rifiutai l’offerta senza rifletterci, e la sua minaccia – a queste latitudini, le uniche promesse che sono solite mantenersi – fu davvero terribile.

Primi capitoli del libro di: 

César Antonio Molina, La fuga dell'amore, traduzione di Enrico Passoni, Ponte alle Grazie, 15 aprile 2010

ISBN 978-88-6220-071-4

Ritratto di Isabella Pulcinelli

scaricato....sto' già in Bolivia :)