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Le serenate del Ciclone

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Quando è nato pesava poco più di due chili, ma era forte, per questo ce l’aveva fatta, altrimenti non sarebbe sopravvissuto. Terzilia, sua madre, lo metteva sotto un albero, dentro una cesta di  vimini coperta da un telo di cotone grezzo, e poi se ne andava a lavorare nei campi. Se le era fatte così, Mario, le sue prime quattro stagioni, se le era piante da solo, col rischio di attirare qualche volpe di passaggio o di farsi morsicare da una serpe. All’ora del pranzo, quando Terzilia andava a mangiare quello che s’era portata da casa sotto l’albero, insieme agli altri contadini, lo ritrovava quasi sempre che dormiva. Ma di certo s’era addormentato per sfinimento, ché il volto era gonfio e gli occhi appiccicati dalle lacrime ormai secche. Se lo attaccava al seno e a lui restavano solo le forze per ingurgitare il latte che lei aveva da dargli per poco, giusto il tempo di riposarsi un po’ e poi tornare nei campi. Leggi i primi 2 capitoli pdf del libro

Primi capitoli del libro di: 

Romana Petri, Le serenate del Ciclone, Neri Pozza, dicembre 2015.