È qui che dobbiamo stare
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Dalla tasca interna della giacca prese il portafogli e lo aprì. Spuntavano lembi di banconote, scontrini, fogli di carta, post-it. Sollevò lo scomparto delle carte di credito e con il pollice e l’indice estrasse un foglietto piegato in quattro. Lo diede a Marta.
Era carta vecchia e lucida. Nei punti delle pieghe, la cellulosa si era manifestata in peletti. Marta spiegò il foglio. Era una lista redatta in una calligrafia minuscola. Ogni riga iniziava con piccolissimi numeri e parentesi così ridotte che sembravano virgole. Andavano da uno a dieci.
«È una lista che scrisse mia nonna per me. Proprio qui al mare. Io ero piccolo. Dio, è stato un miliardo di anni fa. Mi fece il gioco degli obiettivi. Mi aiutò a pensare ai miei desideri, a ciò che avrei voluto fare da grande. Me li ricordo tutti e dieci».




Grazie. Gentili.
(inchino e riverenza)
Potete leggere l'anteprima qui: http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/%C3%A8-qui-che-dobbiamo-stare