Copertine

Non esiste nulla d'innaturale o ultraterreno, queste stesse parole sono insulti all'intelligenza e al valore della Natura. Ogni cosa che c'è al mondo "è" perché esiste. Ciò che naturale non è non potrà mai essere. Siamo tutti figli della Terra, uomini e non, vivi e non. Un bambino molto piccolo considera naturale ciò che vede e ricorda, siate bambini, ricominciate da capo e non avrete timore di ciò che è, perché lo vedrete e lo ricorderete come parte della Terra. Un bambino si fida dei propri occhi perché ha appena imparato a usarli. Gli occhi di noi uomini sono corrotti dalla nostra presunzione di sapere.

– Quanto a noi donne non belle, abbiamo sulle altre un immenso vantaggio, questo: che l’uomo non ci teme.
«Questa donna», egli pensa, «non è pericolosa; sarà una creatura di tutto riposo che non mi farà mai soffrire». E calmo egli si confida e si affida a lei. La donna, frattanto, se è astuta e sa quello che fa e quello che vuole, ha il tempo di esplicare le sue arti, di tramare le sue insidie... E quando l'uomo vuole riprendersi, liberarsi, lasciarla... non lo può. La donna brutta lo tiene, lo possiede più profondamente che qualsiasi altra.
– Ah!... certo! – fece il cortese Alberto, crollando saggiamente il capo.
La signora lo guardò e rise. Indi gli offrì l'astuccio delle sue sigarette ch'erano violentemente profumate.
(…Sorella di Messalina, Letteraria 1922)

I colleghi sono una categoria dell'esistenza, una di quelle che non puoi evitare se sei un poliziotto, o se fai uno di quei lavori dove devi servire e proteggere, curare e accudire, salvare o punire. E non c'è scampo dai colleghi, devi amarli o odiarli, non puoi evitarli, non puoi fare finta che non esistano perché comporranno parte della tua esistenza, più consistente del duraturo legame sentimentale, con loro dovrai trascorrere più ore di quelle consumate con la più abile amante, e certi momenti saranno talmente intimi e segreti da non poterli condividere con nessuno

Il vero problema dell'uomo è costituito dalla certezza di dover morire. Non possiamo aggrapparci a questa vita che prima o poi giungerà al termine. Non siamo in grado di evitare la fine. Continuiamo a respingere questo dato di fatto ed abbiamo sviluppato tutta una serie di meccanismi che ci aiutano a reprimere la morte. Ma ogni rimosso si ripresenta, pur indossando una maschera diversa. Sappiamo di dover morire, ma non sopportiamo di saperlo. Ecco perché ci gettiamo a capofitto in ogni attività possibile ed immaginabile. Tuttavia, tutto il rumore che provoca la nostra coscienza personale non riesce alla fine a reprimere la nostra paura nei confronti della morte. Un giorno la morte ci annienterà. E' fondamentale capire se la consideriamo una fase all'interno di uno sviluppo oppure una disgrazia insopportabile

Gli occhi neri di Archangel ebbero un guizzo.
Una donna perfetta, chi potrà trovarla?...
… Ben superiore alle perle è il suo valore – completò lei, sempre più sbalordita – Libro dei Proverbi, se non sbaglio -.
Il tenente Jacob Tyson, nome in codice Archangel, assentì con espressione pensierosa, ignorando la cacofonia di messaggi radio che iniziava ad infestare l'etere, richiedendo aggiornamenti sulla situazione tattica.
Ho perso il mio sergente, Domina – osservò in tono tranquillo, come se stese commentando le previsioni del tempo. - Era con me da sei anni. Ti senti pronta a prendere il suo posto? -.
Cindy, le gambe che tremavano per l'eccesso di adrenalina che il suo organismo stava ancora tentando di smaltire, sorrise.
Per la prima volta, dopo anni.

Scomodare il paradiso in terra. Il peccato originale. Cosa dire? Ma non sono proprio io a desiderare un significato per tutto? Se fosse proprio questa la radice? Piantata talmente a fondo da sentirla senza poterla vedere. Perché non posso negarlo a me stesso .Io quella nostalgia la sento. La vivo. Come vivo l’incapacità di accettare il tempo che passa, di sentirlo posticcio rispetto a tutto quello che nel mio cuore vuole vivere per sempre. Mi ritrovo nuotatore sospeso nel mezzo di una fossa oceanica: io, puntino di vita senza approdo alcuno, sotto di me chilometri di acqua nera, gelida, pronti ad abbracciarmi per sempre.

Per dieci giorni avevamo navigato su un mare solitario.
«È un relitto, credo» disse il secondo ufficiale. Ero arrivato alla stessa conclusione dato che non vedevo alcun segno di vita sul ponte e non c’era risposta all’amichevole gesticolare dei nostri marinai. L’equipaggio aveva probabilmente abbandonato la nave pensando che stesse per affondare.
«Non può resistere a lungo» continuò Allardyce col suo tono pacato. «A ogni momento può finire col naso in giù e coda in su. L’acqua lambisce il bordo della battagliola.»
«Che bandiera è?» chiesi.
«Sto cercando di capire. È tutta attorcigliata e aggrovigliata ai paranchi. Sì, ora la vedo. È la bandiera brasiliana, ma è capovolta.»

Per i miei nonni l'unica lingua era stata il patois..
Ci sono persone che apprezzano l'elemento "pittoresco "del dialetto e del francese popolare.
Così Proust raccoglieva incantato le scorrettezze e le vecchie parole usate da Francoise.
A lui interessava solo l'aspetto estetico perché Francoise era una domestica, non sua madre Perché non gli era mai successo di sentirsi affiorare alle labbra, con naturalezza delle frasi sgrammaticate .Per mio padre il patois era una cosa vecchia e brutta ,uno stigma di inferiorità. Era fiero di essersene sbarazzato almeno in parte ,il suo francese non era alto era comunque francese.
Alle sagre di "Y" personaggi dalla parlantina sciolta abbigliati alla normanna facevano degli sketch in dialetto ,il pubblico rideva.

A inizio luglio, di buon mattino, sono con Matteo a Lingua, l'estremità meridionale di Salina. Salutiamo il giorno che nasce con una brioche con la granita, mentre lo sguardo si perde su Lipari e Vulcano. C'è ancora pochissima gente e l'atmosfera è tranquilla. Quella vista, quella tranquillità irreale mi scuote e due lacrime incontrollate, scendono nella granita. E' un periodo in cui sono molto sensibile e la lacrima facile. Matteo è in difficoltà, percepisco che vorrebbe aiutarmi, ma più della sua presenza non riesce a offrirmi. è un momento difficile anche per lui.

In ufficio, davanti alla seconda tazza di caffè, Michael Carter finì di scorrere la pagina degli annunci immobiliari del New York Times. Aveva evidenziato varie opzioni nell' Upper East Side, un' ottima zona. Tutti quei palazzi, che fossero condomini o cooperative, avevano delle commissioni che sottoponevano a rigorose valutazioni gli aspiranti inquilini. Stavano molto attenti a escludere persone che ritenevano potessero recare disturbo o peggio ancora, non pagare la quota mensile puntualmente. Con le leggi di New Jork, tutte a favore degli inquilini, cacciare gli insolventi era un' impresa lunga e costosa.
Carter sorrise immaginando di presentarsi davanti alla commissione "Per cominciare Signor Carter, ci dica che cosa fa per guadagnarsi da vivere"