La seconda settimana cominciai a nascondermi un po' meno. E a stare di più con i mattacchioni.
La colorata popolazione del Progetto Antonietta comprendeva, oltre gli ospiti, la dottoressa W, una serie di infermiere tra cui Ida (che, in effetti, era stata capo infermiera, come mi aveva raccontato Giuseppe, ma lì aveva perso tutta la sua autorità formale), e i più presenti tra gli operatori della cooperativa; Donatella, una simpatica e brillante ragazza con un accento del Sud difficile da ubicare, e Viviana, una signora toscana la cui dolcezza e grazia sembravano irreali visto il contesto.
"Gabriele" mi riprendeva con leggiadria "cosa fai costì nascosto?" Usava termini desueti e aulici, talmente discrepanti dal sottofondo di vaffanculo da sembrare un' installazione di arte contemporanea.
Copertine
Si poteva tenere Lidovina Piedivico all' oscuro della disgrazia? Forse sarebbe stato opportuno, ma un' idea del genere non era nemmeno da prendere in considerazione. Toccò al Vialba parlare con il professor Gobbani, avvisarlo e chiedere consiglio. E fu quest' ultimo a comunicare la notizia, con la certezza che ciò avrebbe determinato un peggioramento nella situazione della donna, cosa che puntualmente avvenne, con ricadute non solo sulla malattia, ma anche, soprattutto, sul tono del suo umore. I tratti depressivi che la gravidanza aveva slatentizzato si ripresentarono in maniera acuta, precipitandola in uno stato che lo psichiatra chiamato a consulto definì di "profondo distacco dalla realtà". Lidovina venne spostata di stanza e messa sotto osservazione in una camera singola.
La nostra venuta sulla Terra è tutto meno che casuale. Noi scegliamo - e non una sola volta - di incarnarci in un corpo umano: programmiamo dove nascere, come, con chi. Non è una scelta dalle conseguenze indolori, in verità: nell'Aldilà siamo totalmente liberi in forma e pensiero, ci spostiamo istantanamente a seconda della nostra volontà, non soffriamo di costrizioni spaziali e temporali, ma soprattutto viviamo in una dimensione regolata da un'unica legge, un comandamento universale: quello dell'Amore. Decidere di incarnarci, rispetto a una situazione che definiremmo idilliaca e che comunque da essere umani fisici non ricordiamo, né potremmo nemmeno lontanamente immaginare,
La femmina
Sì sente il suono di campane,
qualcosa importante succede,
divento più fragile, più tenera,
nasce la piccola femmina.
Bellissima, effimera,
i suoi occhi sono perle nere,
visino bianco, pelle trasparente,
le labbra rosse sorridono appena.
Un puntino nell'universo,
una nuova stella,
tira su di sé l'attenzione
del mondo intero.
Sarà Giulietta, Aurora, Sara?
No, è nata Marta!
Bella, dolce, molto attraente,
si farà ammirare,
fin dolore si farà desiderare.
Fiocco rosa sulla porta,
nuova vita appena spuntata.
Molti desideri avverati,
tanti dubbi per sempre lasciati.
Ni-na, ni-na, ni-na, na,
sogni d'oro piccola!
Ni-na,ni-na, ni-na, na,
la Principessa dorme già.
Congedandosi dal regista, Leni sapeva che si era conquistata la sua fiducia; bisognava solo avere pazienza.
Attendere, ancora e sempre.
Il suo destino era nelle mani di Fanck. Le avrebbe scolpito un ruolo su misura?
Furor fit laesa saepius patientia. "La pazienza messa alla prova spesso si trasforma in furore". Il fuoco artistico, la fiamma snervante e indomabile comincia a bruciare Leni, senza che lei possa fare niente per placarla. Allora, arte! Subito!
Haber dimenticò se stesso e fissò quegli occhi chiari e sfuggenti; ma soltanto per un istante, cosicché la stranezza di quellì’esperienza si impresse molto superficialmente sulla sua psiche cosciente.
«Bene,» riprese Orr, in tono più deciso «ho fatto dei sogni che… che hanno avuto un effetto sul… mondo esterno al sogno. Sulla realtà.»
«Tutti ne facciamo, signor Orr.»
Orr lo fissò a bocca aperta. Il perfetto esempio dell’uomo eterosessuale.
«I sogni che facciamo nello stadio che precede di poco il risveglio esercitano sul livello emozionale generale della psiche un effetto suscettibile delle più…»
Ma l’esempio di eterosessualità lo interruppe. «No, non intendo riferirmi a questo.» E, balbettando leggermente: «Voglio dire che ho sognato una cosa, che poi è diventata vera».
«Mi sento già forte e sicuro», pensò, ricordando le parole del padre. «Non sono stupido e saprò da mia sorella cosa significa essere uno straniero. E anche la nostra storia. Perché dentro di me sento nascere il desiderio di volare un giorno oltre gli esigui confini della terra di nessuno, per esplorare il vasto mondo e incontrare i gufi di altre razze – per scoprire da solo perché abbiamo paura.»
Presa questa audace decisione, il giovane Olmo infilò la testa sotto un’ala e finalmente si addormentò, aspettando la notte e altre nuove avventure. Dormì inconsapevole del fatto che presto avrebbe incontrato un gufo di un’altra specie, e di quanto profondamente questo incontro avrebbe influenzato il corso della sua vita.
Giovanna era vestita ma a letto, rannicchiata sotto una coperta stropicciata. Aveva il viso pallido e scavato, i capelli radi che le cadevano sul viso come fili d'erba spezzati. Alzò lo sguardo verso Camilla, gli occhi gonfi di lacrime, ma non si mosse. "Non mi sentivo bene... Oggi non sono andata in università", sussurrò. Camilla fece un respiro profondo e si avvicinò con calma, prendendo una sedia e sedendosi accanto al letto. "Non devi spiegarmi nulla, Giovanna. Sono qui per te." Giovanna abbassò lo sguardo, come se quelle parole fossero un peso troppo grande da sopportare. Camilla le prese una mano, fredda come il marmo, e la strinse piano. "Alzati, vieni con me in bagno. Ti sentirai meglio." La ragazza si lasciò guidare, i passi lenti e incerti, come un automa.
Nessuno nega che tu sia una madre straordinaria, mi aveva detto per telefono il papà di Bambina, lei aveva pochi mesi. Ma potresti prenderla con più tranquillità, fai tutto come se dovessi prendere un cancello a spallate, ci credo che alla fine della giornata ti ritrovi esausta e ti incazzi con me che non centro niente. Ecco, l'hai detto; non c' entri niente, dunque evita per cortesia di farmi anche la predica. Guarda che lo dicevo per te, dove ti ha portata il tuo assolutismo nelle relazioni? Perchè il tuo lassismo invece ti ha portato lontano? Quando litigavamo, potevamo andare avanti così per tutta la notte..
Invece, Riccarda ed Angelo erano stati subito pronti a partire. Loro tre. Nel mondo. Ogni volta che incontravo un uomo e una donna che stavano per diventare genitori e che erano..
Quando è buono un caro piccolo amico, se fosse stato in casa nostra, ne avrei fatto fatto il mio preferito! Una volta abituati l'uno all'altro, non litigheremo mai, non credi? A te piace, Elena? << Piacermi!>> esclamai. << è il peggior malatuccio che abbia mai oltrepassati i dieci anni! Per fortuna, come mi ha detto il signor Heathcliff, non riuscirà a toccare i venti. Dubito molto che arrivi a vedere la primavera! una perdita molto piccola per la sua famiglia in qualsiasi momento se ne vada! Ed è una fortuna per noi che suo padre se lo sia preso; più gentilmente lo si fosse trattato e più noioso ed egoista sarebbe diventato. Mi rallegro per l'impossibilità che diventi tuo marito, signorina Cathy.>> La mia compagna, a tale discorso, si fece seria. Il sentirmi parlare cosi indifferente....
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