Copertine

Odio, odio puro, ecco quello che provava. Yayoi Yamamoto contemplava la propria immagine nuda nel grande specchio. Al centro del suo candido corpo di tren­taquattrenne spiccava, all’altezza dello stomaco, un livido bluastro quasi circolare. Quello era il punto in cui suo mari­to Kenji, la sera precedente, l’aveva colpita con un pugno. Era stato questo fatto a risvegliare quel sentimento nel suo animo. O forse no, c’era già da tempo. Yayoi scosse più volte la testa, e così fece la donna nello specchio. C’era già da tempo. Ma fino ad allora non era riuscita a dargli un nome. Appena ebbe un nome, quel sentimento parve allargarsi come una nube nera e densa di pioggia e si impossessò in un batter d’occhio del suo cuore. Dove ora non c’era altro che odio puro […] Le faceva male, semplicemente male. Bastava un soffio che le sfiorasse la pelle, o una lacrima. Niente e nessuno avrebbe potuto lenire quella sofferenza.

Se il passato è un paese straniero, è anche un paese di una violenza sconvolgente. È facile dimenticare come un tempo la vita fosse pericolosa, e l’esistenza quotidiana profondamente intessuta di brutalità. La memoria culturale pacifica il passato, lasciandoci con pallidi ricordi le cui sanguinose origini sono state scolorite. Raramente chi porta al collo una croce pensa al fatto che questo strumento di tortura era una punizione comune nel mondo antico, né chi parla di un whipping boy riflette sull’antica pratica di fustigare un ragazzino innocente al posto di un principe indisciplinato. Siamo circondati da segni della depravazione del modo di vivere dei nostri antenati, ma ne siamo a malapena coscienti. Così come viaggiare allarga la mente, una semplice visita al nostro patrimonio culturale può aprirci gli occhi su come in passato le cose venissero fatte in modo diverso.

La maggior parte delle leggi che infransi durante quel periodo della mia vita erano di poco conto .Agnes rubava cibo dai ristoranti in cui lavorava,finché una sera,prima di uscire dal lavoro,non si infilò una fetta di prosciutto congelata sotto un ascella.Trattenuta da incombenze dell'ultimo minuto,fu presa dall'ipotermia e svenne all'ingresso,mentre il prosciutto scivolava sul linoleum da sotto la camicetta.In qualche modo la preoccupazione -Agnes era molto ben voluta-fece sì che i suoi datori di lavoro ignorassero il reato.

Cari Lettori, Il libro incentivo riprenderà l'1 settembre. Indipendentemente da questo continuate a leggere le vostre 10righe e condividetele nel sito, l'agenda libridinosa si nutre di Voi. Buone Vacanze a Tutti.

Quando una gatta mette al mondo cinque micetti, almeno uno è più piccino e mingherlino degli altri. Purtroppo questo baby-gatto piccino e mingherlino ero io. E quando uno nasce piccino e mingherlino, non ha vita facile. Specialmente al momento dei pasti! Non ero abbastanza forte per intrufolarmi fra i grassi sederini dei miei fratelli fino all’orlo della scodella di latte. Quando poi la nostra mamma ci portava un topo, era difficile che a me ne toccasse un pezzetto. A volte riuscivo a sgraffignare un bocconcino di topo, ma appena l’avevo fra le zampe, uno dei miei fratelli mi saltava addosso e me lo portava via. Col tempo, a queste cose ci si abitua. Ci si abitua talmente che non si tenta neanche più di conquistarsi un bocconcino di topo. E alla scodella del latte ci si va solo quando tutti i gli altri si sono riempiti la pancia, per finire di leccare quel che è avanzato.

Mi sono ritirato per scrivere il capolavoro della mia vita. Sono un grande scrittore. Ancora non lo sa nessuno, perché ancora non ho scritto nulla. Ma quando lo scriverò, il mio libro, il mio romanzo… Per questo ho lasciato l’incarico di funzionario e… cos’altro? Nient’altro. Perché amici non ne ho mai avuti, e amiche ancora meno. Tuttavia mi sono ritirato dal mondo per scrivere un grande romanzo. Il problema è che non so quale sarà l’argomento. Si è già scritto talmente tanto su tutto e qualunque cosa. Intuisco, sento di essere un grande scrittore, ma nessun argomento mi sembra abbastanza buono, vasto, interessante per il mio talento. Quindi aspetto. E, chiaramente, nell’attesa soffro la solitudine, e anche la fame, ogni tanto, ma è proprio attraverso questa sofferenza che spero di accedere a uno stato d’animo che mi porti a scoprire un argomento degno del mio talento.

In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio. e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma vedemus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta (ahi quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Giunto alla fine della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce incontrovertibile delle intelligenze angeliche...

Ignazio lo fissò in tralice. "Credete sia tutto collegato, è così?
La vostra ossessione di cogliere un nesso tra realtà e leggenda vi ha spinto a illudervi che in questa bara si sia compiuto lo stesso prodigio verificatosi nella caverna dei Sette Dormienti. Vi siete rifugiato nella fantasia che un uomo, un magus, abbia scoperto il segreto del sonno miracoloso e, dopo averne beneficiato per chissà quanto tempo, sia tornato tra i viventi, lasciando come segno del proprio, lasciando come segno del proprio passaggio un enigmatico lunario e l'amuleto ora in vostro possesso. Ho ben inteso?"
"Il magus di cui parlate con tanta leggerezza non ha semplicemente dormito!", sbraitò il magister, per poi indicare con insistenza le iscrizioni.

Considerando che se siete arrivati fino a qui si suppone che almeno il titolo lo abbiate letto, lasciateci mettere le mani avanti come quelli che ballano la macarena e fare una precisazione. Chi mai, apparentemente, si sognerebbe di dare degli «sfigati» a figure leggendarie come Freddie Mercury, Frida Kahlo, Vincent van Gogh o Marilyn Monroe? Nessuno. Ma il punto è che ciascuno di loro, come gli altri protagonisti del libro, ai suoi tempi è stato un individuo «fuori posto», un disagiato senza speranza. Eppure questo non ha impedito loro di lasciare un segno indelebile nel mondo, diventando un esempio per tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono sentiti chiamare «sfigati». Amici sfigati, a voi – a noi – è dedicato questo libro.

Era stata la presenza dello zio a suscitare il senso di vergogna. Non la risata in sé, ma il fatto d'essere osservato. Da qualcuno che lo conosceva e che era rimasto stupito. Stupito dalla voce forzata di Singer, dal modo in cui rideva. Stupito che Singer, che lui conosceva così bene, all'improvviso, pensando che nessuno lo vedesse, si fosse prodotto in una risata tanto orribile e falsa. A voce troppo alta. Forzata. Sorpreso in flagranza di risata artificiosa. Un bambino. Sorpreso e denudato. Sperò che lo zio non raccontasse niente a casa. Anche se si sarebbe sentito solo ferito, non imbarazzato, se il padre avesse saputo di quella risata, tuttavia sperò con tutte le forze che lo zio non raccontasse niente a casa. Perché sapeva quello che avrebbe detto.