Aèlis
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..Lo avevo promesso, dolce Aèlis...La voce va e viene, come se gli costasse una gran fatica farsi sentire. Ricordi? Sarei tornato per raccontare quello che c'è dopo...Ricordo bene quel giorno nell'Officina, al primo piano. A me piaceva quella stanza, un angolo sereno, così diverso dagli altri locali della villa, sempre avvolti in una penombra soffocante. Mi sembra ancora di sentirlo parlare di religione mentre cervavo di convincerlo a tornare all'antica fede. Avrei voluto spingerlo sula via della redenzione, fargli abbandonare la vita sregolata degli ultimi anni: tutto inutile. Quella mattina Gabriele mi aveva spiegato di non credere nell'aldilà e lo aveva fatto in modo inequivocabile. Dopo c'è solo il nulla, Aèlis. Ed è proprio quello che mi attrae nella morte: il nulla.




Si Sara! A parte il romanzo, la ricostruzione storica e geografica è di prim'ordine. Ho controllato pure la bibliografia. Non manca nessuno...
Sono d'accordo con te, Antonio. L'ho letto di seguito ad un paio di rigorose biografie di D'Annunzio e mi ha fatto la medesima impressione. Una ricostruzione forse romanzata, ma affascinante.
Grazie Emma. I tuoi commenti sono sempre alquanto interessanti. Il libro sopra citato a me è piaciuto molto. Per chi conosce il Vittoriale è un ritorno a casa. Atmosfere e ambientazioni in puro stile decadente. E' un romanzo, ma molto, molto veritiero e storicamente ineccepibile.
Il nulla, quello che i francesi chiamano "le néant", questo è il problema, ma forse anche una soluzione: il silenzio, la pace raggiunti speriamo anche per Aèlis. Me lo cerco questo libro edito da Neri Pozza, mi interessa.