Cicatrici nascoste. Il caso di Rosa Tropea.
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La mattina del mio diciottesimo compleanno, un mese prima di morire, nonna Rosa mi chiamò nella sua stanza. Aveva in mano un cofanetto di ebano, nero come quel foulard di seta che portava sempre in fronte. Era chiuso: conteneva, a quel che mi disse, un piccolo tesoro che affidava a me, il suo nipote preferito. Mi consegnò la chiave, solo dopo avermi fatto solennemente promettere di non aprirlo finché era viva.
Fin da piccolo mi fece conoscere il piacere della scoperta, il desiderio d’imparare e soprattutto il gusto di saperne di più. Mi portava in campagna, mi mostrava le bellezze e i misteri della natura, poi stuzzicava la mia curiosità con spiegazioni minime, mai esaustive, dicendo che le sue conoscenze erano limitate. Mi raccontava fiabe e storie fantastiche, inventate o modificate ad arte per far passare concetti, valori, senza prediche. Poi, crescendo, mi comprava libri che leggevo con passione. Mi forniva gli strumenti, mi indicava le strategie, ma le risposte le dovevo trovare da solo.




Questo libro mi è piaciuto molto. E' ben scritto.
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