Il nome della rosa
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Il sapere non è come la moneta, che rimane fisicamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano? Ecco vedevo a poca distanza da me Pacifico da Tivoli che sfogliava un volume antico, i cui fogli si erano attaccati l'uno all'altro a causa dell'umidità. Egli bagnava l'indice e il pollice con la lingua per sfogliare il suo libro, e a ogni tocco della sua saliva quellle pagine perdevano di vigore, aprirle voleva dire piegarle, offrirle allla severa azione dell'aria e della polvere, che avrebbero roso le sottili venature di cui la pergamena si increspava nello sforzo, avrebbero prodotto muffe là dove la saliva aveva amorbidito ma indebolito l'angolo del foglio. Come un eccesso di dolcezza rende molle e inabile il guerriero, questo eccesso di amore possessivo e curioso avrebbe predisposto il libro alla malattia destinato ad ucciderlo.




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