La Lunga estate di Ester
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Ester avvertiva la sua presenza, non dai suoi passi, che la sabbia fine li attenuava, ma dallo strano languore che la pervadeva. Si girava un poco e intravvedeva le spalle abbronzate, le mani giovani, le braccia muscolose con le vene azzurrine pulsanti di vita e, se appena si volgeva un pò di più, la barba castano-bionda così in contrasto con i capelli neri. Cercava di imprimersi tutti i particolari, con forza, nella mente perché di quelli doveva vivere fino all'indomani. Erano momenti assolutamente immobili nel tempo e nello spazio. Non desiderava il contatto fisico, era in quella fase dell'innamoramento in cui non si vuole possedere il corpo dell'altro, ma solo quei particolari che ci colpiscono casualmente di più e soprattutto i pensieri dell'amato.




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