La spiaggia dei ricordi
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Nest, sprofondata nella sonnolenza del farmaco, riluttante a svegliarsi, si mosse consapevole della presenza di qualcuno vicino a lei. Le palpebre appesantite dal sonno si schiusero ma era troppo buio per vedere chiaramente e immagini passate affollavano ancora la sua visione. Una forma più distinta si staccò dalle ombre e si piegò sopra di lei; sentiva l'alito sulla sua faccia senza però sapere se stava ancora sognando. Il suo corpo, pesante e rilassato, era incapace di muoversi ma aveva paura e cercò di parlare. La forma si librava ancora sopra di lei e capiva che delle mani si muovevamo lievemente sul suo corpo. La sua pelle si raggrinzì e rattrappì al tocco, i suoi muscoli si contrassero per l'orrore, ma non riusciva ad alzare le braccia o emettere alcun suono [...]




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