Memoriale del convento
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Donna Marianna porge al re la manina sudata e fredda, che sebbene riscaldata sotto la coltre subito si raffredda all’aria gelida della stanza, e il re, che ha già compiuto il suo dovere e tutto si aspetta dal convincimento e dal creativo sforzo con cui lo ha compiuto, gliela bacia come a regina e futura madre, se non ha troppo presunto frate Antonio de S. José. E’ donna Marianna a tirare il cordone del campanello, entrano da una parte i gentiluomini del re, dall’altra le dame, stagnano odori diversi nell’atmosfera pesante, fra essi uno che facilmente identificano, perché senza ciò che dà questo odore non sono possibili i miracoli come quello che stavolta si attende, perché l’altra, e tanto discussa, incorporea fecondazione è avvenuta una sola volta senza precedenti, solo perché si sapesse che Dio, quando vuole, non ha bisogno di uomini, sebbene non possa fare a meno di donne.



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