Poesie di Ossian
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Chi dal monte ne vien, bella a vedersi
Siccome il variato arco che spunta
Di sopra il Lena? La donzella è questa
Dalla voce d'amor; la bella figlia
Del buon Toscàr, dalle tornite braccia.
Spesso udisti il mio canto, e spesso hai sparse
Lagrime di beltà: viene alle pugne
Del popol tuo? vieni ad udir l'imprese
Del tuo diletto Oscarre? E quando mai
Cesseranno i miei pianti in riva al Cona?
Tutta la mia fiorita e verde etade
Passò tra le battaglie, ed or tristezza
I cadenti anni miei turba ed oscura.
Vezzosa figlia della man di neve,
Non ero io già così dolente e cieco;
Sì fosco, abbandonato allor non ero,
Quando m'amò la vaga Evirallina,
Evirallina, di Corman possente
Dolce amor, bruna il crin, candida il petto.
Mille eroi ne fur vaghi, e a mille eroi
Ella niegò 'l suo core: eran negletti
I figli dell'acciar, perch'Ossian solo
Grazia trovò dinanzi agli occhi suoi.




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