Quella notte
Autore:
Editore:
Numero Pagina:
Guardando quegli alveari desolati si percepiva un senso di sradicamento dalla realtà, come se il mondo, quello vero, fosse altrove, come se in questo luogo si vivesse in un oblio. Pochi rapporti umani, erosi dall'indifferenza e dalla solitudine. Si respirava uno stato di abbandono e trascuratezza tipico di tutti i luoghi del mondo abitati da poveri, immigrati ed emarginati, non soltanto materiale.
Dai passi incerti e dagli sguardi persi dei suoi abitanti si poteva riconoscere quel tipo di periferia. Volti senza età, senza speranza, avviliti nel corpo e nello spirito, spesso privati anche della dignità. Nell'aria aleggiava, come un fantasma nero, la rassegnazione. Vite precarie, corpi ormai senz'anima si muovevano, in una ripetizione monotona che avvolgeva i giorni in una sorta di inconscia amnesia. Chi ne aveva avuto la possibilità era scappato lontano, come si scappa da tutte le periferie e i Sud del mondo.
Ogni tanto si udiva il fischio del treno. Ma dove portava quella ferrovia?





Ringrazio tutti!
aggiungo segnalibro
Pagine