Taccuino di una donna timida
Autore:
Editore:
Anno:
Traduttore:
Numero Pagina:
Dopo lo morte di mia madre ho avuto in mano le lettere che mio padre, allora tenente V., e lei, allora signorina B., si scambiarono da fidanzati e che furono poi custodite, attraverso molti guai, per oltre quarant’anni.
Un sentimento di rispetto, o meglio di discrezione mi tratteneva dal leggerle tutte, da cima a fondo. Vi ho gettato solamente un’occhiata, socchiudendo i fogli senza spiegarli, come se qualcosa di delicato potesse fuggirne. Mi commovevano certe parole tenere e ingenue, o accenni precisi alle ore delle visite, degli incontri, delle bagnature, a Livorno e a Marina di Pisa. Era una commozione strana che domandava di essere capita; e ho capito infine. Con sorpresa mi sono accorta che io ero più vecchia dei miei genitori e mi commovevo su loro, come se fossero miei figli.




Molto commovente... Non lo conoscevo, e mi colpisce! Grazie!
Pagine