La stagione delle fiamme danzanti. Un diario di Fiume
Autore:
Editore:
Anno:
Numero Pagina:
Un tenue rumore, regolare e dolce: una lima d'orefice. La penna graffia l'ampio foglio col motto istoriato; la penna veloce e capricciosa che a tratti si ferma, poi riprende di colpo la sua corsa: bulino, punteruolo, stiletto. In pochi istanti la larga pagina bianca è fregiata d'un arabesco; poi un'altra pagina bianca, quindi una terza - d'Annunzio non scrive mai sul rovescio del foglio. La mano bianchissima su cui rilucono due smeraldi cabochon si serra sullo strumento del lavoro, come se lo scrittore si sforzasse di fare passare le energie dei suoi nervi in questo pezzetto di legno insensibile, in questo piccolo acciaio tremendo. Crescendo leggero: una linea diritta e pesante fa da base alla firma autoritaria, frastagliata come i Dents du midi. Un momento di silenzio: egli rilegge raramente e non cancella mai; una parola breve, e poi, di nuovo, un foglio bianco, un tenue rumore, regolare e dolce....




Mi basta chiudere gli occhi per udirla di nuovo, la piccola lima dell'orefice; mi basta chiudere gli occhi per rivedere l'ampio foglio col motto: Hic manebimus optime o Cosa fatta capo ha o Ardisco non ordisco; e perchè riveda lui, Gabriele d'Annunzio, seduto al suo tavolino, proteso al laminatoio ideale. Simile a una melodia interiore di cui "dolcezza dentro mi suona", non scorderò mai gli accenti della sua voce: voce armoniosa a un tempo e dolce, d'un metallo che è tutto suo. Come ammalia la misura di queste inflessioni melodiose e tuttavia articolate nettamente- sillabe cesellate, consonanti doppie pronunciate entrambe, vocali vibrate; come ammalia questa voce misteriosa e lenta che qualche volta digrada in un "pianissimo" acquetandosi in un mormorio appena percettibile, lasciando che la frase resti sospesa nelle caligini d'un punto coronato, per riprenderla e ravvivarla a un tratto: scintillante, svelta, tagliente come un pugnale sfoderato che luccichi sotto la luna. Chi l'ha udita una volta non la dimenticherà mai più. Allo stesso modo le conchiglie lasciate sulla spiaggia dal riflusso trattengono nelle volute l'eco marino.