Mal(e) d'Africa
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Uno strano odore, tra quello del fieno ed un indefinito profumo di fiori, trasportato da un’aria calda e ventilata, che sapeva anche di mare e di sabbia.
Poi quel lungo tragitto in macchina fino a Genale, percorrendo quella strada battuta che costeggiava la duna, che era sempre la stessa, polverosa di sabbia di un intenso colore quasi rossiccio, sempre invasa da lente mandrie di mucche magrissime e da dromedari che galoppavano veloci, perché impauriti dall’automobile che li seguiva.
Quelle mucche e quei dromedari sembrava fossero sempre gli stessi, anche dopo oltre vent’anni!
E pure i somali che le accudivano sembravano sempre gli stessi, con le loro fute colorate, sempre uguali… quasi che là, in Africa, il tempo non passasse mai!




Benvenuto Bernardino