DIALOGHI
Autore:
Seneca vol. I
Editore:
Mondadori
Anno:
1988
Traduttore:
Giovanni Viansino
Numero Pagina:
46
Nolite, obsecro vos, expavescere ista, quae dii immortales velut stimulos admovent animis: calamitas virtutis occasio est. Illos merito quis dixerit miseros, qui nimia felicitate torpescunt, quos velut in mari lento tranquillitas iners detinet: quicquid illis inciderit ,novum veniet.
Magis urgent saeva inexpertos, grave est tenerae cervici iugum: ad suspicionem vulneris tiro pallescit, audacter veteranus cruorem suum spectat, qui scit se saepe vicisse post sanguinem.
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Non abbiate paura, ve ne prego, di questi affanni, che gli dei imortali come sproni avvicinano agli animi :
la disgrazia è occasione di virtù.
A buon diritto si potrebbero definire disgraziati quelli cge a causa di eccessivi successi intorpidiscono, e che, come in un mate tenace, una bonaccia inerte trattiene: qualunque cosa loro capierà ,verrà inattesa.
Maggiormente gli eventi crudeli incalzano coloro che non ne hanno fatto esperienza,pesante è il giogo per un collo morbido : al sospetto di ferita, impallidisce la recluta,con sicura baldanza guarda il sangue il veterano, che sa di aver spesso vinto dopo averne versato.