... E l'ore... L'ore non passavan mai!
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... E l'ore... L'ore non passavan mai!
Ero fanciullo, andavo a scuola: e un giorno
dissi a me stesso: -Non ci voglio andare-
E non ci andai. Mi misi a passeggiare
solo soletto, fino a mezzogiorno.
E così spesso a scuola non andai
che qualche volta da quel triste giorno.
Io passeggiavo fino a mezzogiorno
e l'ore... l'ore non passavan mai...
Pensavo alla mia classe, al posto vuoto,
al registro, all'appello (oh, il nome, il nome
mio nel silenzio!) e mi sentivo come
proteso nell'abisso dell'ignoto...
Infine io mi spingea fino ai giardini
od ai viali fuori di città;
e mi chiedevo: -Adesso chi sarà?
interrogato, Poggi o Poggiolini?
E fra me ripetevo qualche brano
di storia (Berengario... Carlo Magno...
Rosmunda...) ed era la mia voce un lagno
ritmico, un suono quasi non umano...
E quante, quante volte domandai
l'ora a un passante frettoloso; ed era
nella richiesta mia tanta preghiera!
Ma l'ore... l'ore non passavan mai!




Leggo solo ora questi simpaticissimi versi ... che meraviglia lo scolaretto che viene allo scoperto e senza dirlo si pente di non essere andato a scuola ...
segnalibro!
segnalibro
Il ricordo va all'infanzia, in effetti.
Che bell'immagine, sono tornato indietro ai tempi delle elementari
Bei tempi 
Partecipo al minigioco del 23 giugno http://scrivi.10righedailibri.it/maturarighe/
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